Prima la Coppa dei Campioni/Euroclub. Poi la scissione dalla Fiba e il nuovo format a gironi. Ora quello che di fatto è un vero e proprio campionato europeo per club. L’Eurolega 3.0 che scatta in questi giorni segna una nuova cesura con il passato recente, varando un torneo che si avvicina al modello chiuso della Nba (11 squadre su 16 partecipano grazie ad una licenza) pur conservando la sua dimensione di “coppa” affiancata ai campionati nazionali. La formula a girone unico a 16 squadre porterà le squadre che arriveranno in fondo a giocare 80-90 partite in stagione, per cui tutte, ma in particolar modo le big, hanno ampliato a dismisura i loro roster per riuscire a sostenere impegni che, in certe settimane, vedranno disputarsi due turni in tre giorni. Non sarà importante allora solo la qualità ma anche la profondità delle rose allestite, che andiamo a sbirciare una per una in un teorico ranking nel quale, come sempre, non ne avrò azzeccata una.

 

  1. ZALGIRIS KAUNAS

Out: Hanlan (Le Mans), Randle (Adelaide 36ers), Vecvagars (VEF Riga), Vougioukas (Lokomotiv Kuban), Vene (Nizhny), Pocius (Murcia).

In: Pangos (Gran Canaria), Westermann (Limoges), Lima (Real Madrid), Milaknis (Unics Kazan), Kavaliauskas (Lietuvos Rytas).

Quintetto: Westermann, Pangos, Seibutis, Jankunas, Lima.

Coach: Sarunas Jasikevicius (confermato)

Jasi mentre chiede spiegazione agli arbitri con garbo ed educazione

Jasi mentre chiede spiegazione agli arbitri con garbo ed educazione

Jasikevicius con sotto le mani i talenti di Pangos e Westermann (e della sensation teutonica Hartenstein). Potremmo già chiuderla qua e saremmo a livelli di hype sconfinati. Ma le squadre di una Eurolega di questo livello necessitano di qualcosina in più e lo Zalgiris non è che ne abbia così tanto. La scorsa stagione, complice un girone di regular season tutt’altro che impossibile, i lituani si erano fiondati alle Top 16, dove recitarono il ruolo di comparsa (2 vinte, 12 perse). L’ossatura è rimasta fondamentalmente la stessa, con i senatori Seibutis, Jankunas e via discorrendo cui si affiancheranno i due playmaker in rampa di lancio (Pangos ha fatto faville a Gran Canaria, chiudendo nel primo quintetto di Eurocup, Westermann ha ben figurato a Limoges) ed il vero colpo estivo dei biancoverdi, il brasiliano Augusto Lima, pronto a lanciarsi nell’elite europea dopo aver trovato poco spazio al Real. Mix interessante soprattutto sugli esterni, aspettatevi una squadra che gioca un basket frizzante e che mieterà qualche testa alla Zalgirio Arena, ma entrare nelle prime otto è un miraggio.

 

  1. STELLA ROSSA MTS BELGRADO

Out: Zirbes (Maccabi Tel Aviv), Miller (Maccabi Tel Aviv), Kinsey (Hapoel Gerusalemme), Stimac (Besiktas)

In: Kuzmic (Panathinaikos), Jenkins (Milano), Bjelica (Darussafaka), Simanic (FMP Zeleznik), Dobric (FMP Zeleznik), Rakicevic (Metalac).

Quintetto: Jovic, Jenkins, Simonovic, Bjelica, Kuzmic.

Coach: Dejan Radonjic (confermato)

Se parliamo di mietere vittime a domicilio (sportivamente parlando eh), la Kombank Arena è il luogo del delitto perfetto.

Quello che sicuramente darà una spinta in più ad una Stella Rossa reduce dalla miglior stagione della sua storia: Lega Adriatica, campionato serbo e quarti di finale in Eurolega saranno difficili da replicare. Lasciati andare, non senza polemiche, Zirbes e Miller, le sorpresone della scorsa stagione, il punto di domanda sta sui sostituti: se Milko Bjelica è un veterano del quale si conoscono pregi e limiti, la vera scommessa è Ognjen Kuzmic, che dopo l’anello da spettatore a Golden State e un’annata con più ombre che luci al Pana cerca di trovare la sua dimensione europea. Discorso simile a quello dello Zalgiris: vedremo bel basket e alla Kombank faranno male a tanti, ma per arrivare ai quarti quest’anno ci vorrà l’impresa. P.S.: da Milano a dare una mano è tornato anche Charles Jenkins e tutti sembrano davvero carichi per la cosa sulle rive della Sava.

 

  1. UNICS KAZAN

Out: Likhodey (Khimki), Milaknis (Zalgiris), Gubanov (Nizhny)

In: Voronov (Lokomotiv Kuban), Antipov (Zenit San Pietroburgo), Karpukhin (Zenit San Pietroburgo), Clarke (Capitanes de Arecibo).

Quintetto: Colom, Langford, Clarke, Kaimakoglu, Parakhouski.

Coach: Evgeny Pashutin (confermato)

La sbarco tra i big del giocatore più sottovalutato d’Europa, l’andorrano di Spagna Quino Colom (curiosità: mentre lui ha fatto le giovanili con la Roja, il fratello Guillem ha scelto la madrepatria), mette già una bandierina dell’Unics nel mio cuore. Il Sesto Uomo dell’Anno della Vtb 2015/2016 non sarà però più una sorpresa dopo una stagione pazzesca, terminata solo in finale in patria inchinandosi al Cska. Il team non è poi cambiato molto, la licenza di uccidere ce l’ha sempre Keith Langoford, Kaimakoglu, Parakhouski, Banic e Latavious Williams sono certezze sotto canestro e Voronov e Ponkashov (partirà lui in cabina di regia per poi lasciare le redini a Colom) danno ampie garanzie.

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La variabile impazzita è Coty Clarke, ala prodotto di Arkansas che nei primi due anni da pro ha fatto su e giù tra Nba e D-League. Squadra a volte imprevedibile e negli ultimi anni non sempre bellissima da vedere, ma che in Europa ha trovato spesso fortuna (vedi Eurocup 2011) e se Colom e Clarke non soffrono il salto possono dare fastidio a molti.

 

  1. BASKONIA VITORIA-GASTEIZ

Out: James (Panathinaikos), Bourousis (Panathinaikos), Adams (Xinjiang Flying Tigers), Dav. Bertans (San Antonio Spurs), Causeur (Bamberg), Corbacho (Obradoiro), Planinic (Gran Canaria).

In: Larkin (Brooklyn Nets), Bargnani (Brooklyn Nets), Voigtmann (Skyliners Francoforte), Luz (Flamengo), Beaubois (Strasburgo), Cooney (Syracuse), Sedekerskis (Huesca), Akognon (Sassari).

Quintetto: Larkin, Blazic, Hanga, Tillie, Bargnani.

Coach: Sito Alonso (Bilbao)

Sono stati la squadra più spettacolare della scorsa stagione, giocando ad un ritmo indiavolato che li ha portati fino alle Final Four. Ma non c’è più lo stratega Perasovic e i pezzi forti del team, eccezion fatta per Hanga, se ne sono andati tutti quanti. Non senza polemiche.

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La mission, comunque, pare la stessa degli ultimi anni: fare il massimo con quel che passa il convento, pescando tra emergenti e giocatori da rilanciare. Emergente lo è di sicuro il coach, quel Sito Alonso che in una Bilbao sempre sul filo del fallimento ha fatto stra-bene nelle ultime due stagioni. Altrettanto sicuro è che lo spartiacque tra una stagione buona ed una eccezionale quanto quella scorsa lo delineeranno Shane Larkin ed Andrea Bargnani, presi in coppia da Brooklyn dove non li rimpiangono di certo e che a queste latitudini, se nelle migliori condizioni, possono essere dei crack.

Se a Vitoria riescono anche queste resurrezioni, dopo quella di Bourousis, vado in pellegrinaggio nei Paesi Baschi.

[assolutamente da rivedere la straordinaria recitazione di “Sexy” Bargnani nel promo di Eurolega]

 

  1. BROSE BAMBERG

Out: Wanamaker (Darussafaka), Obst (Giessen).

In: Lo (Columbia University), Causeur (Baskonia), Veeremenko (Reggio Emilia), Nikolic (Baunach).

Quintetto: Zisis, Causeur, Miller, Melli, Radosevic.

Coach: Andrea Trinchieri (confermato)

Parola d’ordine continuità per coach Trinchieri e il suo Bamberg dopo un’annata strepitosa: basket armonico ed essenziale, Bundesliga dominata e accesso ai quarti di Eurolega sfiorato. Sulla carta, il Brose è pure più forte dello scorso anno: Wanamaker, unica vera perdita, è stato rimpiazzato con Causeur, ma in più sono arrivati anche Maodo Lo, esplosiva combo-guard teutonica che prima ha pensato alla laurea alla Columbia University e poi al basket professionistico, e Aleksej Nikolic, di rientro dal prestito a Baunach, oltre a Vladimir Veeremenko, che darà fiato a Radosevic e Melli. Il backcourt, completato da Zisis e Strelnieks, ha mille armi a disposizione, se sotto canestro “Nik” confermerà di non essere più l’anatroccolo dei tempi milanesi ma un Nemanja Bjelica 2.0 e i tanti sophomore (Theis, Miller, Heckmann, Harris) continueranno il loro percorso di crescita allora sognare i playoff a “Freak City” non sarà una chimera.

Trinchieri in un momento di tranquillità

Trinchieri in un momento di tranquillità

 

  1. DOGUS DARUSSAFAKA ISTANBUL

Out: Gordon (free agent), Bjelica (Stella Rossa), Preldzic (Galatasaray), Cetin (free agent), Dudley (free agent), Markoishvili (free agent), Redding (Bayern).

In: Clyburn (Hapoel Holon), Wanamaker (Bamberg), Batuk (Efes), Moerman (Banvit), Dai. Bertans (Bilbao), Anderson (Sacramento Kings).

Quintetto: Wanamaker, Bertans, Anderson, Moerman, Erden.

Coach: David Blatt (Cleveland Cavaliers)

Budget faraonico (si vociferava di 30 milioni messi sul piatto dalla società) e ritorno in Europa di David Blatt dopo il (mezzo o anche meno) fallimento americano avevano fatto drizzare le orecchie di tutto il Vecchio Continente in direzione Darussafaka. Alla fine, però, il Dogus ha preferito non smantellare del tutto, inserendo invece in maniera oculata per allungare un roster che ora è quantomeno profondo. Il colpo grosso è sicuramente il ritorno in Europa di James Anderson dall’ambientino simpatico di Sacramento: due anni fa a Kaunas aveva già fatto vedere di poter dominare da queste parti, sarà il go-to-guy della squadra. Con lui è arrivato anche Brad Wanamaker, consacratosi a Bamberg (unico giocatore dell’ultima Eurolega in doppia cifra per punti e con almeno 4 rimbalzi e altrettanti assist di media) e che si dividerà la regia con Wilbekin, e Adrien Moerman, che ricorda tanto il Doellman di qualche anno fa e che è perfetto per il sistema princetoniano di Blatt. Il Dogus ha già messo paura in preseason, chiudendo con 11 vittorie in altrettante amichevoli. E contro uno che l’ultima volta che è stato dalle nostre parti l’ha vinta l’Eurolega non scommetto, ok?

Blatt fa miracoli!

Blatt fa miracoli!

 

  1. MACCABI FOX TEL AVIV

Out: Bender (Phoenix Suns), Mbakwe (free agent), Rochestie (Lokomotiv Kuban), Hendrix (Gran Canaria), Randle (free agent), Ofoegbu (Best Balikesir).

In: Zirbes (Stella Rossa), Miller (Stella Rossa), Seeley (Gran Canaria), Goudelock (Houston Rockets), Weems (Philadelphia 76ers), Alexander (Sassari), Rudd (Nizhny), Iverson (Pinar).

Quintetto: Mekel, Goudelock, Weems, Miller, Iverson.

Coach: Erez Edelstein (Israele)

Dopo una delle stagioni più brutte della sua storia recente, il Maccabi doveva fare tabula rasa e allestire un roster che fosse di nuovo all’altezza di quell’Eurolega vinta appena due anni fa. Di quella squadra sono rimasti praticamente solo zoccolo israeliano Pnini-Ohayon-Mekel ed il fedelissimo Devin Smith. Dall’America rientrano Goudelock e Weems (peraltro già ai box per infortunio come Smith, salteranno l’esordio contro Milano), due che da queste parti hanno già fatto vedere di poter dominare come individualità, meno come uomini-squadra. Da Belgrado Zirbes porta peso e qualità sotto le plance, peccato si sia già rotto Quincy Miller (out per la stagione), mentre per puntellare la panchina si è pescato tra il meglio della scorsa Eurocup: i rodati DJ Seeley e Victor Rudd e il tentacolare Colton Iverson. A occhio non manca nulla, qualche dubbio sul manico: in cabina di regia di fatto c’è solo Mekel come regista puro ed Erez Edelstein, allenatore della Nazionale israeliana, è alla prima esperienza in Eurolega a 55 anni. Trovare la chimica giusta sarà la vera sfida.

[Mini-Mamba Goudelock già nel cuore dei tifosi]

 

  1. EA7 MILANO

Out: Lafayette (Malaga), Jenkins (Stella Rossa), Magro (Pistoia), Barac (free agent), Batista (North Control Beijing).

In: Dragic (Khimki), Raduljica (Panathinaikos), Hickman (Fenerbahce), Fontecchio (Virtus Bologna), Pascolo (Trento), Abass (Cantù), La Torre (Biella).

Quintetto: Kalnietis, Simon, Gentile, Macvan, Raduljica.

Coach: Jasmin Repesa (confermato)

Un mercato praticamente tutto Euroleague oriented quello dell’Olimpia, decisa a tornare almeno ai quarti di finale dopo due campagne europee da dimenticare. Proli ha razziato il meglio del mercato italiano (Abass, Fontecchio e Pascolo) per dare modo a Repesa di spremere i suoi big in Europa, mettendo dentro due pezzi grossi in cerca di rilancio come Dragic e Hickman al fianco dei confermati Simon, Kalnietis e Gentile sugli esterni e facendo un ulteriore upgrade in area con Raduljica al posto di Batista. A livello europeo forse manca un po’ di tonnellaggio soprattutto vicino a canestro, con solo Il Barba come centro di ruolo. In ogni caso, c’è più quantità e c’è più qualità, ma l’ago della bilancia sarà l’ormai ex capitano: come reagirà il figlio di Nando a quella che è sembrata chiaramente una mancata cessione? Sarà nel gruppone che si giocherà i playoff e non centrarli lascerebbe parecchio amaro in bocca.

Questo è Raduljica ai tempi dell’Efes. 6 anni fa, non 30

Questo è Raduljica ai tempi dell’Efes. 6 anni fa, non 30

 

  1. ANADOLU EFES ISTANBUL

Out: Saric (Philadelphia 76ers), Batuk (Darussafaka), Tyus (Galatasaray), Krstic (Galatasaray), Diebler (Galatasaray), Duvieroglu (Fenerbahce), Kosut (Yesilgiresun).

In: Thomas (Austin Spurs), Omic (Gran Canaria), Honeycutt (Khimki), Cotton (Memphis Grizzlies), Geyik (Pinar).

Quintetto: Heurtel, Osman, Honeycutt, Brown, Dunston.

Coach: Velimir Perasovic (Baskonia)

Ho sempre associato l’Efes all’Inter pre-Calciopoli: soldi spesi a palate, ribaltoni anno dopo anno, risultati al lumicino. I birrai sono la squadra più titolata di Turchia, ma in Europa, eccezion fatta per la Korac ’96, raramente hanno fatto strada. E anche stavolta la nuova stagione ha portato una mezza rivoluzione. Via Ivkovic, è tornato Perasovic, già sul Bosforo nel 2010/2011. Al coach croato il compito di portare il bel gioco mostrato a Valencia e Vitoria anche a Istanbul, con un roster giovane ma che lascia intravedere potenziale enorme. Lasciando andare Saric in direzione Nba, stavolta toccherà a Osman e Korkmaz fare il salto di qualità, in particolare al primo, giocatore di rara versatilità e comprensione del gioco. Heurtel è nel pieno della sua maturità e sarà il leader designato, anche se i compiti di realizzazione dovrebbero toccare a Bryce Cotton, guardia dalla mano calda intravista a Memphis verso la fine della passata stagione. Torna in Europa l’ex Barca DeShaun Thomas, che con Honeycutt forma una coppia esplosiva di ali, e sotto canestro Alen Omic, primo quintetto in Eurocup nella passata stagione, darà qualità dietro alla potenza di Brown e ai roll verso il ferro di Dunston. Il mix è intrigante, Perasovic saprà imporsi definitivamente come uno dei grandissimi coach europei?

Perasovic riflette sul nuovo Efes

Perasovic riflette sul nuovo Efes

 

  1. GALATASARAY ODEABANK ISTANBUL

Out: Davis (ritirato), Lasme (free agent), McCollum (free agent), Edge (Besiktas), Jerrells (Hapoel Gerusalemme), Sanli (Sakarya).

In: Daye (Pesaro), Krstic (Efes), Diebler (Efes), Tyus (Efes), Thompson (Bayern), Korkmaz (Usak), Haciyeva (Usak), Smith (Delaware 76ers), Dentmon (Sichuan Blue Whales), Pleiss (Utah Jazz), Preldzic (Darussafaka).

Quintetto: Guler, Dentmon, Schilb, Daye, Pleiss.

Coach: Ergin Ataman (confermato)

Il Galatasaray torna in Eurolega grazie all’Eurocup vinta di forza nella passata stagione. E per l’occasione la società non ha badato a spese. Sugli esterni il potenziale è esplosivo, con il capitano Sinan Guler che dovrà tenere a freno gli istinti dei vari Russ Smith, Justin Dentmon, Jon Diebler e Blake Schilb. L’ultimo arrivato Emir Preldzic dovrà dare equilibrio e fare da playmaker-ombra, mentre sotto canestro al talento offensivo dell’ez Pesaro Austin Daye si uniscono le lunghissime leve di Tibor Pleiss, soffiato al Cska per rimpiazzare l’eterno infortunato Krstic (carriera a forte rischio per il pivot serbo), e l’atletismo di Alex Tyus e Deon Thompson a rimpiazzare quello di Stephane Lasme, sospeso per doping fino al 13 giugno prossimo a causa del suo amore (corrisposto) per la cannabis. Talento ce n’è a quintalate e forti di un pubblico che non ha niente da invidiare a nessun’altro in giro per l’Europa, i giallorossi di Ergin Ataman hanno tutto per essere protagonisti anche nell’Europa che conta.

Persino Kobe tifa Galatasaray

Persino Kobe tifa Galatasaray

 

  1. PANATHINAIKOS SUPERFOODS ATENE

Out: Diamantidis (ritirato), Haynes (Venezia), Williams (Golden State Warriors), Jankovic (Valencia), V. Hunter (Chicago Bulls), Papagiannis (Sacramento Kings), Raduljica (Milano).

In: Singleton (Lokomotiv Kuban), James (Baskonia), Bourousis (Baskonia), Rivers (Real Madrid), P. Calathes (Astana), Nichols (Cska Mosca).

Quintetto: James, N. Calathes, Rivers, Singleton, Bourousis.

Coach: Argyris Pedoulakis (free agent)

Anno 0 d.D. (dopo Diamantidis). Dopo 12 anni e 3 Euroleghe vinte, non sarà il genio di Kastoria il condottiero di un Pana che prova a voltare pagina con rinnovate ambizioni. Per la prima volta da qualche anno a questa parte, i biancoverdi si sono gettati sul mercato con una certa decisione. Per prima cosa, hanno saccheggiato a Vitoria l’asse play-pivot che li aveva fatti piangere nei quarti dello scorso anno: Mike James (14,7 punti, 5,7 rimbalzi e 3,7 assist nei 3 match contro il Pana) e Ioannis Bourousis. Al fianco dell’ex Oly ci sarà Chris Singleton, uno degli artefici della grande stagione del Lokomotiv Kuban, mentre Nick Calathes ha fatto una telefonatina al fratello Pat, che torna in verde dopo un triennio all’Astana.

Ginobili intervista i fratelli Calathes

Ginobili intervista i fratelli Calathes

Sugli esterni, invece, KC Rivers avrà quel ruolo da protagonista che non poteva avere al Real. Con uno sprinter come James (che però si è rotto una mano in allenamento e sarà out per un paio di mesi), spalleggiato da Feldeine e Rivers, è lecito attendersi un Pana più da corsa, soprattutto nei quintetti senza Bourousis. Funzionerà il New Deal in verde?

 

  1. OLYMPIACOS PIREO

Out: Strawberry (Besiktas), Johnson-Odom (Sassari), O. Hunter (Real Madrid), Tsairelis (Aris).

In: Birch (Usak), Green (Reno Bighorns), Maragkos (American University).

Quintetto: Mantzaris, Spanoulis, Papanikolau, Printezis, Young.

Coach: Giannis Sfairopoulos (confermato)

Gallina vecchia fa buon brodo? Se lo augurano al Pireo, dove ormai lo zoccolo duro delle due Euroleghe consecutive del 2012 e 2013 continua con variazioni minime a restare padrone della scena. Resta sempre la squadra di V-Span, di Printezis, di Mantzaris, di un Hackett trovatosi perfettamente a suo agio nel coprire le spalle a Sua Maestà e del figliol prodigo Papanikolau, che, si spera, non abbia perso tutto il suo talento nel tragitto di andata Europa-Usa. Ritorna Patric Young dopo il grave infortunio che lo ha fermato per tutta la scorsa stagione e che di fatto andrà a prendere il posto di Othello Hunter, decollato in direzione Madrid. A dar man forte sotto le plance, però, ci sarà anche Khem Birch, pivottone canadese esploso in Turchia all’Usak e che, ci metto sopra 5 euro, sarà una delle sorprese della stagione. Occhio poi che a dare imprevedibilità dalla panchina ci sarà anche l’ex Siena Erick Green, uno che se entra in striscia poi è dura da fermare e che dovrebbe dare più continuità rispetto agli ondivaghi Johnson-Odom e Strawberry. Nucleo collaudato, se i rinforzi si integrano le Final Four sono alla portata. E una volta a Istanbul i ricordi sono dolci…

 

  1. BARCELLONA LASSA

Out: Satoransky (Washington Wizards), Abrines (Oklahoma City Thunder), Arroyo (free agent), Samuels (Jiangsu Dragons), Diagne (Fuenlabrada).

In: Rice (Khimki), Koponen (Khimki), Claver (Lokomotiv Kuban).

Quintetto: Rice, Navarro, Perperoglu, Doellman, Tomic.

Coach: Georgios Bartzokas (Lokomotiv Kuban)

Estate turbolenta in Catalogna. Prima la separazione da Pascual dopo otto anni (amen), poi la forzata rinuncia a Jasikevicius e a seguire l’uscita in direzione Nba di Satoransky ed Abrines. Alla fine, similmente al Pana con il Baskonia, il Barca ha scelto di saccheggiare chi l’aveva trafitta nei quarti di Eurolega, ovvero il Loko. E allora timone a Bartzokas, che con sé ha voluto Claver, reduce dalla miglior stagione in carriera e tornato in Spagna dopo una lunga querelle sul buyout da versare al Valencia, e il tandem di regia del Khimki Rice-Koponen. Ma siccome la sfiga ci vede benissimo, ecco che l’incidente stradale che terrà il finlandese fuori per qualche tempo e gli acciacchi dell’americano e di Pau Ribas, oltre a quelli ormai cronici del 36enne Navarro, sguarniscono e non poco la cabina di regia (si parla del ritorno di Victor Sada per tamponaHAHAHAHAHAHA). Sarà interessante capire come il coach greco imposterà il gioco dei blaugrana, lui che è stato abilissimo a plasmare le sue idee di basket sul materiale umano a disposizione (quanto erano diversi il suo Oly dal suo Loko?). Il ritorno alle Final Four è il minimo sindacale.

Questo tifoso russo non è grande amante della Catalogna

Questo tifoso russo non è grande amante della Catalogna

 

  1. REAL MADRID

Out: Rodriguez (Philadelphia 76ers), Hernangomez (New York Knicks), Ndour (New York Knicks), Rivers (Panathinaikos).

In: O. Hunter (Panathinaikos), Randolph (Lokomotiv Kuban), Draper (Lokomotiv Kuban).

Quintetto: Llull, Carroll, Fernandez, Randolph, Ayon.

Coach: Pablo Laso (confermato)

Dopo una campagna europea, la scorsa, sempre sul filo del rasoio e alla fine chiusa mestamente nei quarti contro il Fenerbahce, il Real punta di nuovo al trono d’Europa. La dipartita di Sergio Rodriguez in direzione Philadelphia ha stabilito che questa è la squadra di Llull, almeno fin quando non sboccerà (a breve, contateci) il talento di Luka Doncic, che, liberato dalla presenza del Chacho (rimpiazzato solo numericamente dal soldatino Dontaye Draper), ha già fatto vedere grandi cose in preseason. Le novità maggiori sono arrivate sotto canestro, con Hunter ad aggiungere verticalità e Randolph talento ad una squadra che, come sempre, andrà a mille all’ora alla ricerca della giocate spettacolare, nel bene e nel male. Se non si guarderanno troppo allo specchio, uno dei limiti mentali della squadra dello scorso anno, chi li ferma?

Sono imbarazzato io per te, Luka

Sono imbarazzato io per te, Luka

 

  1. FENERBAHCE ISTANBUL

Out: Yurtseven (North Carolina State), Hickman (Milano).

In: Duvieroglu (Galatasaray), Nunnally (Avellino).

Quintetto: Dixon, Bogdanovic, Datome, Vesely, Udoh.

Coach: Zelimir Obradovic (confermato)

Fermatasi ad un canestro di Khryapa da uno storico ma meritatissimo titolo, la truppa di Obradovic ci riprova con l’obiettivo di staccare la coppa davanti al proprio pubblico la prossima primavera. E, giustamente, lo fa cambiando il minimo indispensabile. Lasciato andare in Ncaa il talento Yurtseven dopo la polemica dello scorso inverno con Obradovic e un Hickman che dopo l’infortunio aveva comunque trovato pochissimo spazio, l’innesto di peso si chiama James Nunnally. L’Mvp dell’ultimo campionato di serie A aggiungerà imprevedibilità in uscita dalla panca alle spalle del nostro Datome, che, come Bogdanovic e Vesely, ha ignorato le sirene americane per puntare deciso al titolo continentale. L’unica (piccola) crepa resta la quantità nel frontcourt: dietro a Vesely, Udoh e Antic il quarto lungo è il modesto Hersek, con Duvieroglu, giunto dall’Efes, che verosimilmente vedrà il campo col binocolo. Obradovic andrà giocoforza molto con Kalinic e Gigione da 4, che schifo non fa proprio. E poi non ci sarà mica sempre Khryapa a dire di no…

Il nuovo gioco: "Trova Datome"

Il nuovo gioco: “Trova Datome”

 

  1. CSKA MOSCA

Out: Nichols (Panathinaikos).

In: Augustine (Khimki), Ayres (Los Angeles Clippers), Antonov (Nizhny).

Quintetto: De Colo, Teodosic, Kurbanov, Vorontsevich, Augustine.

Coach: Dimitris Itoudis (confermato)

Una squadra che ha rotto l’incantesimo che la stoppava sempre sul più bello nelle ultime edizioni. Un Teodosic che si è finalmente liberato dell’etichetta di perdente di lusso e che sta sprigionando tutto il suo incredibile talento. Un roster infinito (tanto che Itoudis vorrebbe poter portare in panchina 13 dei suoi 17 giocatori in rosa), confermato in blocco (se n’è andato solo Nichols) e addirittura rinforzato nell’unico reparto dove gli infortuni avevano colpito duro, quello dei lunghi, mettendo dentro un giocatore solido come James Augustine dal Khimki ed un potenziale crack come l’ex Spurs (chissà se l’avrà consigliato Messina…) Jeff Ayres aka Pendergraph. Solo l’appagamento può togliere i galloni di favorita numero uno al Cska. Il back to back è riuscito solo ad Olympiacos e Maccabi nella moderna Eurolega. Aggiungiamo un posto al club?

milos-teodosic-cska-moscow-champ-euroleague-final-four-berlin-2016-eb15

a cura di Marco Pagliariccio