Nella piccola palestra di Taylor University ad Upland, Indiana, non si sente volare una mosca. La Odle Arena -così si chiama il palazzetto dei Trojans- può contenere meno di 2500 spettatori, ma per l’occasione siamo decisamente oltre i 3000. Eppure, nonostante la calca impressionante, mentre Casey Coons si appresta ad effettuare il suo secondo tiro libero il silenzio è irreale. Si possono distinguere chiaramente i rumori delle scarpe sul parquet e il ronzio del riscaldamento dell’impianto. Nel momento in cui la palla lascia le mani di Casey, guardia al terzo anno in oro-porpora, si sente solamente una voce che risuona in tutto il palazzetto: “Here it is”. Poi la palla bacia la retina e il silenzio irreale si trasforma in una sorta di carnevale di Rio. I giocatori continuano la partita, ma sono chiaramente distratti e in completa balìa di quello che succede attorno a loro, perché sugli spalti sono cominciati il degenero e la follia più totali. Gli avversari dei Trojans, i volenterosi ragazzotti di Ohio Mid-Western, sono venuti a giocare ad Upland sapendo perfettamente ciò che li avrebbe aspettati. Ma nonostante questo, non puoi comunque rimanere impassibile di fronte ad uno spettacolo unico in tutto il globo come la Silent Night di Taylor University.

Venerdì 5 dicembre, allo scoccare della mezzanotte italiana, si terrà la Silent Night 2014. Questa è una tradizione natalizia ormai insostituibile che si svolge a Taylor University, piccolo college dell’Indiana. I Trojans partecipano al campionato NAIA, che per farla molto breve e molto facile altro non è che  la NCAA delle piccole università disseminate in giro per gli States. Nonostante il loro livello di gioco sia quindi particolarmente basso, recentemente in questo periodo dell’anno hanno spesso avuto addosso un’attenzione spropositata per questo tipo di università, oltre addirittura a numerosi passaggi sulle televisioni nazionali. Il motivo, come detto, è questa strana serata chiamata Silent Night.

In cosa consiste la Silent Night? Ideata da un vice-allenatore sul finire degli anni ’80, questa partita molto particolare si tiene sempre ed esclusivamente l’ultimo venerdì prima della settimana dedicata agli esami finali della sessione autunnale, quindi più o meno nella prima decade di dicembre, per festeggiare l’imminente arrivo del Natale. Dopo il successo dei primi anni, questa tradizione si è radicata fortemente all’interno dell’identità di questa università privata di tendenza cristiana evangelica.



In sostanza, lo svolgimento è il seguente. Tutti gli studenti sono invitati ad assistere alla partita vestiti nella maniera più bizzarra, assurda, divertente, colorata, eclettica e carnevalesca possibile: chi si presenta in pigiama, chi in costume da bagno, chi in costume da halloween, chi vestito da Babbo Natale, o da Paperino, o da sub, o da pellerossa, o da zebra, o da cactus, o da Spongebob o perfino da banana. L’importante è essere il più cretini e fulminati possibili. Agli spettatori però, all’inizio della partita, è richiesto di assistere all’incontro in maniera rigorosamente silenziosa, il che crea un’assurda atmosfera in cui oltre 3000 ragazzi vestiti da deficienti scappati da un circo rimangono perfettamente immobili ed impassibili. Solo però fino al momento in cui la squadra di casa segna il suo decimo punto. Come avrete visto nel video sopra dove il nostro amico Casey Coons ha realizzato il tiro libero del 10-3, in quel momento può finalmente esplodere -e mai verbo fu più azzeccato- la festa. Non ci sono grosse indicazioni o grossi paletti, se non quelli di: A) non interferire con lo svolgimento della partita B) fare il più casino possibile, ridefinendo sempre di più il concetto di idiozia e demenzialità. All’interno di questo delirio, la cosa importante però è principalmente una: nel momento in cui si entra nell’ultimo minuto di gioco, ogni tipo di delirio si spegne e tutti gli spettatori mettono le braccia sulle spalle del proprio vicino, dondolandosi a destra e a sinistra mentre cantano in coro una della canzoni natalizie più famose, vale a dire “Silent Night”, quella da noi conosciuta come “Astro del ciel”.

Una volta finita la partita, la festa si sposta all’Habecker’s Hollapalooza, una sorta di party natalizio a base di musica natalizia, dolcetti natalizi e quintali di follia natalizia, dove perfino i professori si sfidano in costruzioni di casette di panpepato natalizio o in gare di decorazioni di biscotti natalizi, mentre il preside della scuola (altro che i “Magnifici Rettori” a cui siete abituati voi nelle vostre università…) legge ogni anno una storia natalizia ai propri alunni. Per questo motivo potrete capire come la Silent Night sia l’evento più atteso dell’anno non solo a Taylor University, ma in tutta la città di Upland e dintorni.



Questo evento ha aumentato esponenzialmente la propria popolarità negli ultimi anni, dopo che Espn e altri canali televisivi (e pure giornali come Sports Illustrated) hanno dedicato servizi alla Silent Night e hanno mostrato alcune immagini ad una platea di respiro nazionale e perfino mondiale. Ma quella che potrebbe sembrare una semplice festa dei folli, organizzata per divertirsi in maniera sfrenata prima di dedicarsi agli esami che chiudono la prima parte dell’anno accademico e di tornare a casa per il Giorno più bello dell’anno, ha anche un suo risvolto benefico (e sarebbe uno spreco il contrario, vista la capacità di coinvolgimento di un evento del genere). Infatti coach Paul Patterson, ormai alla sua 36esima stagione sulla panchina di Taylor University, uno che ha visto ogni singola Silent Night fin da quando è stata ideata, a partire dal 2009 ha deciso di allenare questa particolare partita scalzo, come invito a donare scarpe ancora in buono stato e soldi all’associazione Samaritan’s Feet, che si è impegnata a spedire così delle scarpe a chi ne aveva bisogno in nazioni come la Repubblica Dominicana o il Guatemala.

Normalmente nel campus della cittadina di Upland i preparativi per questa festa durano cinque giorni, in pratica già a partire dal lunedì mattina non si pensa ad altro e non si parla d’altro. Da quando esiste questa tradizione, i Trojans non hanno mai perso neanche una partita. L’anno scorso chi vi scrive (che ha tra i propri sogni quello di riuscire un giorno ad assistere dal vivo a questo evento) ha visto l’intera partita in streaming sul sito ufficiale di Taylor University, che tra l’altro riproporrà la diretta video sul proprio portale anche in occasione della Silent Night che si terrà settimana prossima. Se amate il Natale con la sua meravigliosa atmosfera di festa e adorate il divertimento che trasuda dalla vita del college (se invece non vi piace anche solo una delle due cose, lasciatevi dire che siete delle brutte persone), il consiglio per venerdì prossimo è quello di risparmiare i 12 euro che spendereste per bervi il solito paio di Long Island al bar in centro e di godervi una partita assolutamente unica in tutto il mondo. Il livello tecnico non sarà quello che potreste vedere nelle partite di Kentucky o di Duke, ma direi che in questo caso, per una volta, è probabilmente la cosa meno importante. Sedetevi davanti al pc e aspettate il decimo punto in rigoroso silenzio. Poi il consiglio è quello di non scatenare una sorta di mardi gras di New Orleans nel salotto di casa vostra, per evitare di essere linciati da parenti o vicini di casa. Però sarà difficile non farsi travolgere dalla trascinante vitalità e dalla coinvolgente magia della Silent Night di Taylor University.

sil

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About Author

Mario Castelli

Classe (poca) 1988, saronnese, ex giocatore. Ma molto più ex che giocatore. Non so scrivere presentazioni, anzi non so scrivere e stop. Mi domando da tempo perchè i video dei Kings del 2002 e degli Spurs del 2014 non si trovino su Youporn, ma non riesco a darmi risposte. Vivo per guardare partite, guardo partite per poter mangiare e mangio per vivere. Ma anche vivo per mangiare, mangio mentre guardo partite e guardo partite per guadagnarmi da vivere. Maledetti circoli viziosi.

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