ore 7:20 L’All Star Game italiano regala l’emozione più bella della storia della pallacanestro: Lockett si presenta alla gara delle schiacciate vestito come un tronista di Uomini e Donne, ed incredibilmente non viene linciato dalla folla. Peppe Poeta è colui che verrà saltato e che dovrà scattare una foto ricordo. Gli stivali a punta di Lockett, utili per spegnere le sigarette negli angoli, limitano l’elevazione, e invece che schiacciare, travolge Poeta. Peppe non molla, visibilmente segnato in volto, dice al compagno di riprovarci. Stessa identica scena, ma questa volta Poeta getta la spugna stramazzando al suolo in un lago di sangue. Il risultato? Nel 2017 l’edizione italiana dell’All Star Game non ci sarà.

 

ore 8:50 Kobe Bryant, dopo una lunga passerella su tutti i campi della Nba, lascia il basket, non prima di aver segnato 60 punti nella sua ultima partita, in cui tira tutto quello che gli passa per le mani, compresi 3 cellulari, 6 asciugamani e l’estratto conto dei suoi risparmi a Banca Etruria. A fine partita anche Naismith è uscito un secondo dalla tomba per applaudirlo.

 

ore 10:20 Finale Ncaa, Villanova-North Carolina. Wildcats sfavoriti, ma incredibilmente a 5 secondi dalla fine sono avanti di 3. Titolo ormai in tasca. Paige segna una tripla incredibile da 8 metri. Supplementari. No, non è finita. Il basket collegiale ci ricorda che c’è un motivo se questo periodo dell’anno viene chiamato “March Madness”. Ryan Arcidiacono libera Jenkins che lascia partire un arcobaleno sulla sirena. Gli oltre 74 mila spettatori hanno il fiato sospeso. Noi abbiamo il fiato sospeso pensando a 74 mila persone per una partita universitaria, da noi non verrebbero neanche i parenti. La palla entra. Titolo ai Wildcats.

 

ore 10:25 “E’ stato uno dei migliori di sempre. È tempo di smetterla di chiedersi chi sia il più forte. Dobbiamo renderci conto di questo quando un grande giocatore come lui si ritira. E ci mancherà”. Le parole sono di Spanoulis, il soggetto è Dimitris Diamantidis. Vassilis ha appena vinto il titolo greco con, tanto per cambiare, un canestro decisivo. Scherzo del destino, segnato in faccia al suo eterno nemico-amico, Diamantidis, alla sua ultima partita in carriera. Leadership, eleganza, forza mentale, uno dei playmaker più completi della storia del basket europeo. Ci mancherà, anche se “un Diamantidis è per sempre”.

 

ore 10:35 Warriors da record. 73 vinte e 9 perse in regular season, meglio ancora dei Bulls del 95/96. Curry colleziona record di triple sia in un singolo match (12, e a novembre 13) che in stagione (402). Record magnifici che hanno portato anche a paragoni scomodi tra squadre e giocatori di differenti epoche, con pagine e pagine di commenti sotto ad ogni post riguardante la Nba: “Meglio Golden State rispetto ai Bulls di Jordan”“Jordan li avrebbe battuti giocando con la sinistra”“Barbosa è più completo di Pippen”“Steve Kerr era più forte a Chicago che a Golden State” e altri commenti analoghi che hanno fatto sanguinare gli occhi dei lettori.

 

ore 11:00 Ci sono più turchi a Berlino che ad Istanbul. Finale di Eurolega Cska-Feberbahce. In campo due squadre meravigliose. Il Cska scappa via dominando il primo tempo, poi i turchi recuperano. Sembra un famoso film russo, già visto. Obradovic ha sul volto il pantone completo delle tonalità di rosso presenti in natura. Datome si carica i suoi sulle spalle, ma la coppia Teodosic-De Colo e il tap-in di Khryapa, consegnano lo scettro europeo ai russi. L’allievo Itoudis supera il maestro Zeljko. E’ una finale bellissima, il basket continentale alla sua massima espressione.

 

ore 12:20 Ogni giorno, aprendo i Social, vediamo tantissime foto del cazzo, perché oramai tutti si sentono fotografi professionisti con un cellulare in mano. Draymond Green decide di riscrivere il concetto di “foto del cazzo”, mostrando un contenuto esclusivo, di parecchi centimetri, su Snapchat. Bene ma non benissimo.

 

ore 14:00 nell’avveniristica Arena del PalaBigi di Reggio Emilia, l’Olimpia Milano vince il suo 27 esimo Scudetto. Gentile è alla sua ultima partita in maglia Armani, e Kaukenas dopo aver spiegato basket a destra e a manca, tra le lacrime, lascia il basket. Jasmin Repesa festeggia dal paninaro con un triplo filoncino salsiccia, peperoni, cipolla e senape. Co-Mvp delle finali Rakim Sanders e l’accoppiata Fip-LegaBasket che, pur sapendo dal 1934 che quella sera si sarebbe giocata Italia-Belgio agli Europei di calcio, non cambia la data della partita che ha avuto lo share di una televendita per prodotti dimagranti su Tele Capri.

 

ore 15:00 Iguodala è da solo in contropiede e sta per appoggiare un comodo lay up, quando un Freccia Rossa della linea Akron-Olimpo, si schianta tra pallone e tabellone. LeBron James, dopo esser tornato nella sua Cleveland, porta il titolo in Ohio per la prima volta nella storia.

 

ore 16:00 a Brescia, a fine giugno, quando di norma si gioca a basket solo al campetto, è in palio la Serie A. La Leonessa vince gara 5 contro la Fortitudo, e trascinata da David Moss, si aggiudica il campionato di A2 a 32 squadre con 1 sola promozione. Non ridete perché è davvero questa la formula. Anche oggi.

 

ore 16:40 Al grido di “Siamo la Nazionale più forte della storia” la Nazionale di Ettore Messina partecipa al Pre-Olimpico di Torino. In casa, davanti al nostro pubblico, con tanti eventi organizzati per i tifosi, grandi aree per la vendita del merchandising, 20 bar per i 15 mila spettatori, divertimento e una grande vittoria per andare alle Olimpiadi. Un sogno. Appunto, solo un sogno. Il supplementare riacciuffato per i capelli contro la Croazia, non basta. Alle Olimpiadi ci vanno loro, meritatamente. La nostra squadra non ha funzionato. Il tabellone segna-punti del Pala Alpitour, nemmeno. Testa, cuore e (si spera) programmazione, ai prossimi Europei.

 

ore 17:50 la spedizione delle giovani ragazze Under 20 (dopo che è arrivato lo straordinario argento mondiale Under 17), vince la medaglia d’argento agli Europei. Grande notizia per il movimento femminile. E’ la consacrazione di Cecilia Zandalasini, un fenomeno che sul parquet si muove con un’eleganza che fa concorrenza persino a Versace e Cavalli.

 

ore 18:20 Olimpiadi di basket. Si passa dall’addio di Ginobili alla Nazionale, per il quale abbiamo ancora il groppo in gola, al titolo di Team Usa che travolge la Serbia in finale. Durant sembra un adulto in mezzo ai bambini, coach “Scesceschi” (Rai cit.) trionfa per l’ennesima volta, ma soprattutto, di questa meravigliosa Olimpiade, ci ricorderemo che “è incredibile come Irving abbia il doppio passaporto americano-australiano perché il papà giocava lì”

 

ore 19:30 La Fiba si sveglia e decide che l’Uleb, che tramite Eurolega e Eurocup organizza molto bene le principali coppe, ha rotto il cazzo. E’ guerra. L’Eurolega resta intoccabile, l’Eurocup diventa il bersaglio. Chi si iscrive verrà estromesso dai campionati nazionali, sarà sanzionato con 16 punti sulla patente, 30 giri di campo a zoppo galletto e la crocifissione in sala mensa. Tutte le nazioni se ne sbattono le palle delle minacce. L’Italia e la Francia, in corsa per le Olimpiadi del 2024, no e minacciano le proprie squadre. Trento, Reggio Emilia e Sassari rinunciano alle Coppe, a molti sponsor, a una parte di budget e ad una parte degli obiettivi. Nel frattempo nasce la Champions League. Ok, lo sappiamo che esiste già e il Real di Ronaldo è campione in carica, ma la quantità di fantasia scarseggia. Come il numero di belle figure che colleziona il nostro basket.

 

ore 20:15 Kevin Durant, dopo 8 stagioni in maglia Thunder, e dopo aver fatto colloqui con 74 squadre comprese Scafati, Trapani e Guastalla (C2 Emilia-Romagna), decide di andare a giocare a Golden State. Steve Kerr, appresa la notizia, chiede alla Nba di cambiare il regolamento per consentire di poter giocare a basket con almeno 4 palloni. La “Decision” di Durant spacca in due i fans di tutto il mondo: da una parte coloro che lo definiscono “uomo di merda” e “traditore”, dall’altra quelli che “beh oh, se io potessi cambiare datore di lavoro, andrei nell’azienda migliore dove mi danno più soldi. Chiamalo scemo Kevin”.

 

ore 21:20 il cellulare nel cassetto del comodino di Duncan, vibra in continuazione, è un promemoria: “L’11 luglio 2016, ricordati di ritirarti”. Il promemoria lo aveva messo nel suo Nokia 3310, 19 anni prima. Senza dire niente a nessuno, “The Big Fundamental”, lascia il basket. Qualsiasi appassionato sparso per il mondo, appresa la notizia, è uscito di casa, ha cercato un campetto, e ha segnato un canestro di tabella dal mezzo angolo, in suo onore.

 

ore 21:55 dopo 4 mesi, 21 giorni, 11 ore, 22 minuti e 44 secondi, JR Smith si mette una maglietta

 

ore 22:20 Proli toglie la fascia di capitano a Gentile dichiarando che prima deve diventare un uomo. Gentile si fionda dall’andrologo per togliersi ogni dubbio. Da settembre sembra che nello spogliatoio milanese volino cestini e madonne in egual misura. E’ una frattura insanabile. Milano taglia Gentile. Gentile si consola col Panathinaikos. Una storia che mediaticamente parlando è stata gestita peggio di come Grignani gestisce la sete.

 

ore 22:40 A quattro giorni dall’inizio della stagione, Kevin Garnett annuncia il ritiro. Lo fa a suo modo, facendo trash talking: “Teste di cazzo, oggi mi ritiro perché non ho più voglia di umiliare un Felicio qualsiasi sul parquet. Baciatemi il culo”. Il suo ritiro, quello di Duncan, quello di Kobe e quello di Ray Allen, scrivono a caratteri cubitali “MINCHIA CHE ANNO DI MERDA”, sul calendario cestistico.

 

ore 22:51 A fine 2015, dopo un periodo di dolori alla testa, Kyle Kuric di Gran Canaria, viene visitato e la diagnosi non lascia scampo: tumore al cervello. Kyle viene operato d’urgenza. Nel giro di poco tempo subisce tre operazioni alla testa. 166 giorni dopo, esattamente il 10 aprile, dopo aver lottato come un leone e aver stupito medici, compagni ed amici, torna a giocare. A settembre, Gran Canaria vince la Supercoppa spagnola battendo in finale il Barcellona. 10 mesi dopo aver lottato tra la vita e la morte, Kyle Kuric è nominato Mvp.

 

ore 23:15 Nicolò Melli viene nominato giocatore della settimana in Eurolega. Dopo esser stato il migliore al Pre Olimpico (assieme ad Hackett), il reggiano cresciuto a pane e cappelletti, fa dei progressi impressionanti in terra teutonica, al servizio di un altro italiano, Andrea Trinchieri. Il sosia di Massimo Ciavarro è ormai uno dei 5 migliori talenti italiani nel mondo.

 

ore 23:25 Ray Allen, uno dei più grandi tiratori della storia, annuncia il ritiro a 41 anni. Canestri su canestri, vittorie su vittorie, ed un unico sorriso. Quello che fin da bambino ha caratterizzato un personaggio sempre disponibile ad ascoltare i consigli di tutti, a volte schivo ma sempre attento e determinato, in grado di imparare anche dagli errori. Un sorriso capace di farti gioire, di farti esultare ma che, se vestiva la maglia sbagliata, era capace di spedirti dritto all’inferno. In appena 0.8 secondi.

 

ore 23:50 “Questo sarebbe potuto essere un tessuto adatto per un divano o delle tende. Io ho pensato di farne invece una bella giacca”. Craig Sager ci lascia dopo aver combattuto come un leone. Come faceva negli uno contro uno verbali con Gregg Popovich. Un uomo, un mito.