Caro Babbo Natale,

questa volta ho deciso di non chiederti la solita Play Station, un tavolo da biliardo e 1000 euro preferibilmente in contanti. Vorrei che quest’anno portassi degli accessori per il mio gioco preferito: il basket.

Ecco quindi la lista delle cose che vorrei:

 

  • sarebbe bello che in ogni singolo paese italiano ci fosse una palestra in cui poter fare attività sportiva, così da evitare che alcune famiglie siano costrette a fare 50 km per far fare sport al proprio figlio. Lo sport, e il basket, devono essere alla portata di tutti.

 

  • mi piacerebbe che la Federazione incentivasse la pallacanestro a tappeto in tutte le scuole elementari, medie e superiori, con incontri, progetti, organizzazione di tornei, testimonianze da parte di ex giocatori (Abbio e Galanda sono appena stati eletti consiglieri) facilitando così l’aumento della base. Il movimento ne gioverebbe. Più gente che conosce il basket, più gente che può giocare a basket, più società possono coltivare talenti.

 

  • nel 2016 la Serie A italiana non ha un servizio streaming. Lo so Babbo, rileggerai questa frase 10 volte perché anche il campionato della Lapponia viene trasmesso in streaming e in qualità HD. Da noi no. Portaci della fibra e segnala, a chi di dovere, quei 1000 curricula di persone competenti che hanno sulle scrivanie da anni: magari qualcuno che è in grado di mettere in piedi uno straccio di streaming, lo troviamo.

 

  • ti prego Babbo, portaci delle regole chiare sulle qualificazioni alle coppe Europee. Forse non lo sai, ma ad oggi, nel nostro campionato, non si sa ancora chi come cosa quando e perché potrà partecipare alle prossime coppe. Che siano Champions League, Coppa Uefa, Europa League, Eurocup o quella del Nonno.

 

  • quest’anno abbiamo abolito l’All Star Game italiano e le date (e la sede) della coppa Italia vengono comunicate sempre tardi (in Spagna hanno già pianificato tutto fino al 2020): riesci a portarci qualcuno che veda le manifestazioni come veri e propri eventi? Ad esempio, è impossibile, in occasione della coppa Italia, pensare ad una tre giorni di basket a 360 gradi con incontri, clinic, mostre, merchandising (che mettano magari in vendita la maglia della Nazionale con Nomi e Numeri dei giocatori che tutti vogliono e nessuno da dove comprare), giochi per coinvolgere il pubblico, creare degli eventi nell’evento?

 

  • introduci un divieto affinchè nessuno possa utilizzare l’affermazione “essere in salute”, se non in un ambulatorio medico.

 

  • e poi, caro Babbo Natale, vorrei una calcolatrice scientifica perchè tra 3+4+5, 5+5 e formule varie non ci sto capendo più niente. Comunitari, cotonou, passaportati, visti, la Serie A sembra una D-League pizza & mandolino con le società che preferiscono americani mediocri a giovani italiani. Posto che le regole a protezione degli italiani non servono granchè, perchè se uno è bravo gioca, è possibile avere maggiore chiarezza ed uniformità nei regolamenti? Non potresti semplicemente fare in modo che chi se lo merita gioca?

 

  • vorrei tanti campetti, che sono forse la prima forma di contatto col basket. Un campetto in ogni quartiere cittadino è troppo? Anche nei paesini sù in montagna in cui bisogna giocare con i guanti e la sciarpa. Il campetto è un luogo di aggregazione, ci si può appassionare al basket divertendosi e facendo amicizie. Mica male, no?

 

  • nel sacco dei doni, non metterci dentro dei proclami, ti prego! Vorrei che la nostra Nazionale partecipasse ai prossimi Europei senza che nessuno dica “siamo la Nazionale più forte di sempre!”, che Gallinari ha più talento di Doctor J, che Belinelli ha un tiro migliore di Larry Bird e che Olajuwon ha copiato il “Dream Shake” da Cusin. Ricordati Babbo che i maggiori risultati li abbiamo sempre ottenuti quando non ci cagava nessuno.

 

  • caro Babbo, se ti avanza un po’ di spazio e tempo, porta un po’ di cultura marketing nei nostri uffici. Che non significa spendere soldi a caso senza vedere risultati, ma neanche pretendere di fare tutto con 2 euro. Insegna al basket e allo sport a lavorare meglio sui social, su internet e negli eventi, puntando sui giovani non per modo di dire, ma perchè sono i protagonisti della comunicazione del futuro.

 

  • infine, il 90% dei nostri palazzetti fa schifo. Riesci a far capire a quelli che contano che gli impianti sono il futuro? Un’arena all’avanguardia è fonte di guadagno, è un contenitore di servizi, eventi, opportunità. Attrae investimenti dagli sponsor, attrae le spese dei tifosi, migliora l’immagine, crea un vero e proprio marchio, è un circolo attraverso il quale le società possono permettersi di programmare e ragionare come aziende e non come squadre di Promozione che se c’è lo sponsor ci si iscrive, altrimenti si chiude. E le istituzioni dovrebbero incentivare la costruzione di questi impianti. Altrimenti, solo per fare un esempio, chi abita a Reggio Emilia e tifa Reggiana, tra 10 anni continuerà a farsi 100 km A/R per andare a Bologna.

 

Grazie, Raffaele Ferraro