1. Leggo da Wikipedia “Riccardo Cervi (Reggio nell’Emilia, 19 giugno 1991) è un cestista italiano”. Su Riccardo Cervi direi tutto ok, sulla città dove sei nato mi ha detto Amedeo Della Valle (che si fa una in comune) che è vero, che sei un cestista italiano lo sappiamo da quando ti hanno convocato in nazionale, ma 1991? 23 anni? Ne dimostri 37, com’è possibile?

Allora io e Amedeo abbiamo un’amica in comune! Ebbene si, da quando la barba ha preso il sopravvento mi danno del trentenne come ridere e ci mettono quei dieci secondi in più al controllo passaporti (è successo veramente, ecco la notizia QUI)

2. Quando hai cominciato a giocare a basket e dove? E’ vero che il tuo primo sport è stato il calcio?

Cominciai a 12 anni nel Basket 2000 qui a Reggio, prima avevo fatto tre anni da portiere nella Fides sempre a Reggio ma visto il talento che avevo di far entrare palloni nelle reti decisi di passare a uno sport in cui ciò era positivo.

3. Una volta hai chiesto il phon a Brunner e hai mangiato con la cannuccia per una settimana, confermi questa notizia?

Lui si arrabbiò molto e io gli dissi “dacci un taglio!”, la situazione precipitò ma poi prevalse la calma, grazie alla sua testa lucida.

4. Tuo cugino è Simone Cervi, per chi non lo conoscesse è una leggenda in Emilia Romagna, dalla B1 alla C2 sempre capocannoniere a 30 punti di media, l’anno scorso ha viaggiato oltre i 40 di media per un mese. Come ti spieghi che lui per guadagnarsi la pagnotta debba lavorare e a te basta mettere le viti nel vino?

simmy

Simone Cervi mentre scrive a referto l’ennesimo quarantello

Simmy avrebbe detto la sua a livelli ben più alti ma ha fatto questa scelta di cui va comunque fiero. Se avesse calcato palcoscenici più importanti adesso conoscereste anche la sua grande simpatia. Le viti sono importanti per renderlo un vino fermo.

5. Tuo papà Giovanni a 18 anni ti ha regalato una chitarra elettrica. Raccontaci il tuo rapporto con la musica.

Una vera rockstar (...)

Una vera rockstar (…)

La base della mia cultura musicale è il rock di qualche anno fa, da lì ho imparato ad apprezzare più generi. Mi sono poi innamorato della musica imparando a suonare quel meraviglioso strumento. Suono quando capita, quando in momenti difficili bisogna trovare un accordo.

6. Qual è il pezzo che ti piace di più suonare e perchè?

Vado a periodi, ultimamente adoro Killing in the name of dei Rage Against The Machine e More than words degli Extreme. La prima per sfogarsi, la seconda per sciogliersi.

7. Pare che papà Giovanni giochi ancora a basket a 47 anni. Com’è nata la tua passione per il basket e chi è stato ad accompagnarti al primo allenamento della tua vita?

Camicia illegale in 94 stati

Camicia illegale in 94 stati

La sua passione credo che non lo farà smettere mai, era solo questione di tempo prima che me la trasmettesse da piccolo. Poi una volta cominciato l’ambiente mi piacque subito e mia mamma, che mi accompagnò al primo allenamento, capì che non avrebbe più dovuto lavare vestiti infangati.

8. Parlaci di tua mamma e della sua vena artistica.

Ha un grande gusto nel modificare fotografie e renderle opere molto particolari, ha già fatto qualche mostra e il suo stile è apprezzato e sempre in evoluzione.

9. A Reggio Emilia hai trovato la tua dimensione, coach Menetti riesce a sfruttare al meglio le tue doti che ora mi sfuggono ma comunque lui le sfrutta benissimo. Perchè ti trovi bene nell’ambiente della Reggiana e quali sono le indicazioni che ti da Menetti durante gli allenamenti e le partite?

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L’ambiente a Reggio è il giusto mix tra professionalità, ambizioni e umiltà nell’approcciare qualsiasi situazione. Sin dalle giovanili capisci di far parte di un progetto grande, sei seguito come un professionista perché tutti fanno il massimo per farti diventare tale.
Max è molto attento allo stato dei suoi giocatori dentro e fuori dal campo, in qualsiasi momento difficile cerca di darci tutti gli strumenti per aiutarci e la fiducia è l’ultima cosa che può mancare. Le indicazioni principali riguardano la difesa, che può dare solidità al gioco mio e soprattutto della squadra, generando più sicurezza nelle azioni offensive.

10. L’anno scorso avete alzato una coppa e avete fatto un buon cammino in campionato, quest’anno sulla carta vi siete rinforzati, dove volete arrivare?

Le ambizioni sono alte, credo sia giusto cercare sempre di migliorare, mantenere il grafico crescente. Sappiamo che per arrivare in alto bisogna fare bene ogni passo, l’approccio è pensare una partita, un allenamento alla volta.

11. Capitolo nazionale, spiegaci cosa si prova ad ascoltare l’inno nazionale con una canotta azzurra sulla pelle.

"Quando fate la borsa portate sempre il cambio!!"

“Quando fate la borsa portate sempre il cambio!!”

È dannatamente bello, sapere di rappresentare una nazione ti riempie dentro, ti circonda della passione di tutti i tifosi di qualsiasi squadra che per 40 minuti applaudono solo per l’azzurro.

12. L’anno prossimo agli Europei secondo te che percorso potremo fare? Credi che gli “americani” ci saranno e si amalgameranno bene con un gruppo che, Datome a parte, si è guadagnato la qualificazione senza di loro?

Ho letto che da parte loro la voglia di partecipare c’è, se si uniranno a noi e riusciremo a creare un gruppo unito credo che potremmo essere davvero competitivi.

13. Ora invece parliamo della tua di vena artistica. Quando come perchè e attraverso l’assunzione di quali droghe hai iniziato a confezionare le tue freddure? A chi ti ispiri?

"Facciamoci un primo piano"

“Facciamoci un primo piano”

Non so esattamente quando sia nata questa vena, ma sin dal liceo mi piaceva scherzare su doppi sensi e giochi di parole. Forse quando finirò di giocare e cercherò un lavoro potrei diventare… Dipendente.

14. Considerando che sei uno dei pivot italiani che rolla meglio in campo, mi piacerebbe capire se sei uno dei migliori a rollare anche altre cose, viste le gag che ti inventi.

"Attenzione! Al mare può venire la scogliosi"

“Attenzione! Al mare può venire la scogliosi”

Rollare è importante per non mandare in fumo un’azione e giocare senza filtri.

15. Raccontaci un particolare aneddoto legato ad una freddura.

"È sempre bello confrontarsi con una persona lucida"

“È sempre bello confrontarsi con una persona lucida”

Beh tralasciando ogni volta che in un dialogo serio penso a qualsiasi stronzata possibile ma non la dico, mi viene in mente di quando al liceo appendevo alcune vignette fuori dalla porta della classe, durante le verifiche, nel silenzio più totale capitava che qualcuno si fermasse e facesse del casino e la prof li mandava via maledicendomi.

16. Qual è il tuo rapporto coi tifosi? Sfrutti molto i social per interagire con loro?

Mi piace condividere con loro qualsiasi momento particolare, importante o divertente e loro mi dimostrano grande affetto che apprezzo tantissimo.

17. Giungono voci che la mattina dopo che fai pesi o rifinitura, non ti lavi mai perchè ritieni che lavarsi due volte al giorno sia troppo. Spiegaci questo rapporto intimo che hai con la puzza.

Mi piace giocare sporco. Sto addestrando i miei anticorpi, si nutrono di ogni insulto dei miei carissimi e pulitissimi compagni! Poi ovviamente dipende da cosa devo fare durante la giornata…

 

18. Cos’è il basket per te e cosa faresti per migliorare le sue condizioni in Italia?

I suoi piccoli apostoli

I suoi piccoli apostoli

Per me il basket è una sicurezza, una cosa su cui contare e che se gli dai tanto ti darà indietro il doppio.
Credo che a volte non sai di volere una cosa finché non la provi, quindi cercherei di offrire biglietti a persone sportive e non che una volta visto questo spettacolo non potranno più farne a meno

19. Il tuo sogno nel cassetto?

Arrivare più in alto possibile sparando piu cazzate possibili.

20. Dì quello che ti pare, noi ti amiamo comunque.

Io amo voi alla follia. E se un giorno volete comprare una cintura ma costa troppo, non preoccupatevi, è il carovita.