Esattamente 25 anni fa l’8-8-88 alle ore 8:88 nella camera 8 all’ottavo piano di un ospedale ubicato al civico 8/8 nasce Danilo Gallinari, e secondo voi quanto pesava? (chi ha pensato 8 kg è un cretino, chi non si è accorto che le 8:88 non esistono, di più).
Esordisce in B1 a 16 anni con Casalpusterlengo. L’anno dopo, via Milano, viene girato in prestito a Pavia dove viene nominato miglior giovane della Legadue chiudendo a 14 punti di media a partita. Sta per nascere una stella ed Elena Grimaldi lo sa. Nel 2006 Danilo diventa maggiorenne, età i cui si possono cominciare a vedere i film osè. La Grimaldi esordisce nel porno lo stesso anno.
Dal 2006 al 2008 Danilo gioca due grandi stagioni con la maglia di Milano e dall’altra parte dell’oceano iniziano a mettergli gli occhi addosso come Eddy Curry davanti ad una lasagna appena sfornata.
Il 27 giugno 2008 viene scelto dai New York Knicks come sesta scelta assoluta al draft NBA ma viene fischiato dal pubblico di casa presente al Madison Square Garden. Nella sua prima conferenza stampa da giocatore dei Knicks dichiara “Toccherà a me guadagnarmi gli applausi”, del resto il pubblico del Madison era abituato alle giocate di Fred Jones che ora fa il fontaniere nell’Illinois, di Randolph Morris ora narcotrafficante a Città del Messico e il grandissimo Renaldo Balkman uno col nome e il cognome sbagliato perchè il padre prima di andare all’anagrafe ha fatto aperitivo con Paul Gascoigne.
Dopo un’estate costellata di problemi alla schiena (come la Grimaldi dopo i primi 4 film), il 30 ottobre fa il suo esordio in NBA a Miami contro gli Heat, ma la schiena non gli dà tregua e chiuderà la stagione a sole 28 partite giocate.
La stagione successiva è su ottimi livelli e chiude a 15 punti di media giocando anche la partita dei Rookie all’All Star Game, una partita importante ed agonistica come un derby del cuore tra nazionale cantanti e personaggi tv con Magalli trequartista.
Nel 2010 assieme al capo ultras degli Spurs Flavio Tranquillo, scrive il suo primo libro “Da zero a otto” sottotitolato “quanti secondi puoi durare con Elena Grimaldi”.
A metà stagione 2010/2011 i Knicks per arrivare a Carmelo Anthony (uno che la dà via meno meno di Platinette) spediscono Danilo a Denver.
Denver, che fino a quel punto era per Danilo “un cucciolotto verde senza età”, diventa la sua nuova città.
Finora due stagioni e mezza con la maglia dei Nuggets, tutte su buoni livelli e comparsate ai play off.
Il 20 settembre 2011 l’episodio più grave della sua vita che avrebbe potuto stroncargli la carriera. No, non parlo di infortuni e non parlo di una grave malattia, peggio, molto ma molto peggio. Danilo viene allenato da Scariolo.
Per fortuna il lock out dura pochi mesi e può tornare in America dove Omar Cook non giocherebbe più di lui. Al massimo farebbe il bibitaro all’esterno del palazzo.
Purtroppo per noi Danilo ha subito un grave infortunio e non farà parte della spedizione azzurra in Slovenia. Con lui avremmo molto probabilmente lottato per arrivare nelle prime 4.
Poco male, al suo posto potremmo comunque contare su Mancinelli.
Ok, vado a pisciarmi su una mano e la infilo nella presa della corrente.

P.S. Nella foto Danilo ospite a cena da Lance Armostrong.